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UN DIAVOLO DA RIVALUTARE

Leggevo ieri un articolo sull’adolescenza. Questo diavolo che, secondo una nota rivista, andrebbe rivalutato.
Sembrerebbe, infatti, che questo intermezzo tanto detestabile e detestato, non sia altro che una preparazione al distacco definitivo tra figli e genitori. Praticamente un preambolo necessario ad attutire il colpo. Quella mazzata tra capo e collo che è la dipartita dell’uccellino dal nido.
In altre parole, pare che questa trasformazione graduale dei nostri cuccioli in demoni assatanati, come li chiamo io “adolescenti in calore”, sia propedeutica per un distacco meno traumatico e doloroso.
Effettivamente ha un senso.
Sarebbe inconcepibile, infatti, l’idea di sopravvivere senza quei cucciolotti che sono i nostri ragazzi fino ai 12 anni circa. Senza quella continua richiesta di attenzione, coccole, effusioni. Cose che cominciano a sbiadire intorno ai 13-14 anni e che vanno via via scomparendo fino ad arrivare al culmine della latitanza intorno ai 16-17 anni.
Diciamo che la natura ha escogitato un modo per farci disabituare, piano piano, a quella dipendenza fisica e psicologica di cui non potremmo mai privarci da un giorno all’altro. Perché ci mancherebbe l’aria.
Per questo sopraggiunge in nostra “difesa” lo scombussolamento ormonale che trasforma anche gli angeli più celesti nei diavoli più funesti. E ci fa desiderare, almeno ogni tanto, di tenerli a debita distanza, di scappare, di ignorarne le richieste assurde e le assidue polemiche.
È un processo inevitabile e naturale.
E come tutti i processi naturali, perfetto.
Nonostante l’apparenza spesso, spessissimo, inganni.

Un abbraccio

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