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Se c’è una cosa che non ho mai ben capito sono le gerarchie, i gradi, le cariche e le onorificenze che si assegnano, attribuiscono, elargiscono ai componenti delle famiglie reali.
Come mai, ad esempio, la moglie di un Re ha diritto all’appellativo di “Regina” mentre il marito di una Regina non diventa automaticamente “Re”? Prendiamo il povero Filippo, Duca di Edimburgo, marito della Regina Elisabetta, che ha preteso (pare lo abbia posto come condizione nell’ambito di un accordo ad un certo punto del matrimonio) di essere nominato “Sua Altezza Reale il Principe Filippo”, titolo che andò ad aggiungersi agli altri non meno altisonanti, quali Duca di Edimburgo, Conte di Merioneth, Barone Greenwich, Cavaliere Reale del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera, Cavaliere dell’Antichissimo e Nobilissimo Ordine del Cardo, Gran Maestro e Primo e Principale Cavaliere di Gran Croce dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico… bla bla bla… Titoli che, però, lo relegavano, nonostante l’altisonanza, ad un ruolo troppo marginale rispetto a quello della consorte. L’aggiunta di “Sua Altezza Reale il Principe” fu, quindi, escogitato per attribuire maggiore rilevanza, più che altro apparente, ad un uomo che, nella realtà, ha sempre vissuto all’ombra di una moglie ingombrante.
E che ne ha sofferto abbastanza.
Un complesso, quello dell’avere una moglie di un certo peso, che affligge molti uomini ancora oggi e in ranghi ben più modesti rispetto a quello di principi e regine. Perché da che mondo è mondo, “l’omo ha da esse omo” e una donna realizzata, intraprendente, indipendente, emancipata, schiaccia qualsiasi pulsione di virilità incontrastata. È difficile, almeno io non ne conosco, che un uomo riesca ad accettare la supremazia di una donna in casa, che le conceda il ruolo di “capofamiglia” senza provare un pizzico di frustrazione che, a lungo andare, finirà per deteriorare irrimediabilmente il rapporto.
È innaturale ancora oggi.
Resta innaturale.
Ed è forse per reazione al compatimento di un padre che ha sempre brillato di luce riflessa, che il futuro Re d’Inghilterra, il Principe Carlo, ha deciso di relegare la moglie ad un rango inferiore anche quando lui stesso si pregerà del titolo di Re.
Pare, infatti, che Camilla Parker Bowles, eterna rivale di Diana ed eterna amante nonostante la fede al dito, non avrà mai l’onore di chiamarsi “Regina Consorte”.
Clarence House ha annunciato che quando il Principe di Galles assumerà la carica di sovrano, la moglie non sarà identificata come “Sua Maestà la Regina” ma come “Sua Altezza Reale la Principessa Consorte” (oltre ad una sfilza di titolo minori che ci stanno sempre bene).
Un evento senza precedenti nelle monarchie occidentali.
Previdente Carlo.
Non si sa mai. Di questi tempi meglio diffidare di mogli troppo intraprendenti.
E per non sbagliare, la corona in casa la porterà solo lui! Ecco 😆

Buonanotte

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