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HO FATTO UN VIAGGIO

Ci sono dei punti fermi nella mia vita. Talmente fermi e solidi che in tanti anni non ho mai avuto paura, mai la sensazione di camminare sul filo senza una bella rete pronta a prendermi.
E poi cresci, fai esperienze, e decidi che anche ciò che ti sta intorno deve crescere insieme a te altrimenti prendi il volo e volare da soli diventa pericoloso.
Che macchina stana e perfetta è il nostro cervello. Sta lì, sopito, silenzioso, inerme per mesi, anni. Poi si risveglia e vede cose che non aveva mai visto prima. Si accorge di sfumature tanto lievi.
E si ritrova quasi estraneo.
E allora, questo viaggio misterioso di cui vi ho parlato e che vi ha incuriosito così tanto, è andato davvero a toccare corde così intime?
Ha davvero risvegliato quel sesto senso che la rete di protezione aveva inibito?
Ho fatto un viaggio. Ho conosciuto volti. Ho ascoltato storie. Voci. Grida e risate. Ho giocato e riso fino alle lacrime per scoprire che, in fondo, la vita va presa anche un po’ in giro.
E poi quella voce, che torna. Storie.
Che entrano per restare. E scavare.
E accoccolarsi nell’angolo più intimo del cuore.
E sì. Il mio viaggio ha toccato tutte quelle corde e le ha tese e pizzicate con tocco lieve per crearne una melodia.
Ora vedo con occhi nuovi e la luce è accecante.
Eppure mi sento spaesata, isolata nel mio mondo. Perché ho gli strumenti ma devo imparare gli accordi. E poi una nota via l’altra, tasti bianchi e tasti neri. Adagio. Allegro.
Fino a ritrovare quei punti fermi di cui non posso fare a meno.
E se cadrò, non avrò paura.

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